Accademia del Mosto

Author: Lina Guglielmino

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3 vini siciliani da bere in estate

Quest’estate vi abbiamo lasciato scegliere da soli i vini da sorseggiare, senza darvi alcun consiglio sui migliori da scegliere…siamo stati un po’ cattivelli, lo ammetto. Visto, quindi, che l’estate non è ancora finita, vogliamo redimerci e sperando che nella stagione più calda abbiate scelto i giusti vini da abbinare ai vostri pranzi e cene, barbecue e picnic  vi segnaliamo tre vini esclusivamente siciliani per concludere al meglio la vostra estate:

Petralava, Etna DOC Rosato 2015

petralava

Iniziamo con un vino rosé, una classica tipologia di vino adatta all’estate. Il prescelto è Petralava che, prodotto dall’azienda Antichi Vinai sul territorio dell’Etna,  è un rosato ottenuto da un blend di due vitigni complementari: un 90% di Nerello Mascalese e un restante 10% di Nerello Cappuccio.  Dal color fragola di media intensità, non ha una lunga persistenza in bocca – come è giusto che sia – ed è caratterizzato da sentori di frutta rossa fresca e note di acidità che ricordano gli agrumi. Il suo profumo, elegante ed accattivante, evoca a tratti quello delle resine della macchia mediterranea. Va servito alla temperatura di 8-10 gradi Centigradi.

Pinzeri 2015

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Ci spostiamo nella Sicilia Occidentale, vicino Marsala, per trovare un giovane Grillo in tutta la sua purezza. Parliamo di Pinzeri dell’azienda Funaro, un Grillo che, vinificato in acciaio, offre tutto ciò che si cerca per la stagione calda: fresco, morbido , armonico e piacevolmente sapido al palato con sentori di gelsomino e pesca gialla e dal profumo fruttato. La freschezza di questo IGP Terre Siciliane è permessa grazie alla  pigiatura delle uve in riduzione, una pratica enologica che permette di ottenere un vino ricco di tioli, aromi varietali che incrementano l’arredo aromatico del vino. La temperatura di servizio è di 8-10° C.

Sur Sur 2015

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Alla zona del Pinzeri, tra Marsala e Salemi, appartiene il terzo – ma non in ordine di importanza – vino estivo.         Sur Sur di Donnafugata, un bianco fresco e profumato che nel suo nome racchiude il legame con la nostra amata campagna siciliana, infatti, sur sur in arabo classico significa grillo. Un monovarietale definito moderno e intrigante che con il suo gusto fresco e fruttato, in cui spiccano i profumi varietali di pompelmo e pesca bianca uniti a sentori di erbe aromatiche, conquista i palati di consumatori giovani e appassionati. Pulito, morbido e piacevolmente sapido è adatto per aperitivi, piatti leggeri e picnic gourmet.

Li avete segnati tutti? Correte a comprarli…li berrete fino all’ultimo sorso!

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Tequila: i super cocktail dell’estate

Fetta di limone, sale e shottino (o chupito)…hai capito di cosa sto parlando, vero? Tequila, sale e limone: il modo più diffuso (fuori dai confini della madrepatria) di bere il distillato più famoso del Messico! Ottenuta dall’agave blu, il tequila è un elemento imprescindibile in molti cocktail ed in particolare è uno dei grandi protagonisti di quelli estivi… I cocktail più famosi (e che sicuramente conoscerai) sono Tequila Bum Bum, Margarita e Tequila Sunrise, abbastanza classici e decisamente apprezzati. Se vuoi però dare alla tua serata una nota del tutto diversa ecco a te tre strepitosi cocktail da preparare!

Margarita Miele e Zenzero

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Un nuovo Margarita aromatizzato da aggiungere alla tua lista! Un cocktail agrumato che combina due eccezionali sapori in un unico delizioso drink. La difficoltà di preparazione è bassa ma il successo è garantito!

Ingredienti:

Shaker

Bicchiere Duble Old fashioned

Ghiaccio

60 ml di Tequila

30 ml di sciroppo di miele (15 ml di miele + 15 ml di acqua calda)

20 ml di succo di lime

3 fette di zenzero fresco

Mescola all’interno dello shaker due fette di zenzero con lo sciroppo di miele, aggiungi il tequila, il succo di lime e shakera vigorosamente con ghiaccio per raffreddare la miscela. Prepara il bicchiere mettendo al suo interno del ghiaccio e versaci dentro il cocktail filtrandolo con l’utilizzo di un colino. Decora con una fetta di lime, una di zenzero e infine…non ti resta che gustare!

The So-Cal Cocktail

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Il giusto cocktail per rilassarsi, perfetto per le calde temperature e pronto in 3 minuti. Con le sue note agrumate e di erbe vorrai gustarlo per tutta l’estate!

Necessario:

Bicchiere: coppa

Frullatore

40 ml di Tequila

30 ml di succo di lime

20 ml di sciroppo di zucchero (10 ml zucchero + 10 ml acqua calda)

1 fetta grande di Avocado

Foglie di basilico per la guarnizione

Metti tutti gli ingredienti all’interno del frullatore e azionalo fino a quando il composto non sia completamente omogeneo. Trasferiscilo nella coppa e guarniscilo con alcune foglie di basilico. Rapido, semplice e da provare immediatamente!

Bloody Mariachi

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Vuoi apprezzare la tequila in un modo del tutto nuovo? Allora questo cocktail fa decisamente per te! Una tradizionale combinazione messicana che ravviva uno dei più noti cocktail risvegliando i tuoi sensi!  La sua preparazione è un po’ più complessa, ma ne varrà la pena:

Bicchiere Boston

Shaker

Ghiaccio

44 ml di Tequila

88 ml di succo di pomodoro

14 ml di succo di limone

14 ml di succo d’arancia

3 fette di cetriolo

2 rametti di rosmarino

Fette di peperoncino Jalapegno

Salsa Worcester

Sale Kosher e pepe

Rametto di rosmarino e Pomodoro ciliegino

In uno shaker mischia il rosmarino, il cetriolo e il peperoncino; aggiungi tequila, succo di pomodoro, di limone e di arancia, un pizzico di sale Kosher, qualche goccia di salsa Worcester (a piacere) e shakera. Prendi il bicchiere, introduci del ghiaccio e filtra la miscela al suo interno. Se preferisci puoi orlare il bicchiere con sale Koscher e pepe e decorare con un pomodorino ciliegino infilzato in un rametto di rosmarino.

Cosa aspetti a berli?! Mettiti subito all’opera che l’estate sta per finire!

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Sera d’estate: il cocktail che si distingue

Cosa c’è di meglio, nelle calde sere d’estate, del sorseggiare un cocktail sulla spiaggia, in riva al mare, in giardino o in terrazza, da soli o con amici? Non vorrai però gustare e preparare i soliti cocktail, vero? Dimenticati di Mojito, Cuba Libre, Long Island, che sono sì dalla fama intramontabile, ma non hanno nulla a che vedere con ciò che sto per proporti!

Angelo Fizz

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Immagine tratta da qui

Un cocktail d’autore che sa proprio di vacanza: cappello di paglia, abiti di lino, musica e tante risate! Creato da Gegam Kazarian con ingredienti naturali per un cocktail leggero, delicato e fresco che stimola le papille gustative con le sue note di limone ed erbe aromatiche, in un armonia per nulla scontata.

Per prepararlo:

Shaker

Cannello da cucina

Bicchiere Tumbler Alto

Ghiaccio

Rosmarino

Timo

Bergamotto

45 ml Molinari Extra (sambuca)

15 ml Limoncello

30 ml Succo di limone

30 ml Albume d’uovo

60 ml Acqua frizzante

Poni 4 cubetti di ghiaccio all’interno del bicchiere. Introduci nello shaker timo e rosmarino, privati del rametto, e bruciacchiali con il cannello per 10 secondi; aggiungi Molinari Extra, il limoncello, l’albume d’uovo, il succo di limone, ghiaccio e shakera. A questo punto non ti resta che versare la miscela all’interno del bicchiere utilizzando un colino, aggiungere l’acqua frizzante, mescolare e gustare il tuo cocktail! Se vuoi presentarlo in modo carino utilizza un rametto di timo e scorza di bergamotto da porre dentro il bicchiere e un rametto di rosmarino (bruciato appena con il cannello) da appoggiare sul bicchiere.

 

Jamaica Mule

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Immagine tratta da qui

 

Dal gusto fresco e speziato, questo cocktail trasporta in un’atmosfera giamaicana richiamando alle note e ai sapori locali. Realizzarlo è semplicissimo!

Hai bisogno di:

Bicchiere Special Jar o bicchiere Juice

Ghiaccio

50 ml Rum Appleton Estate Signature Blend

15 ml Succo di Lime

Top Ginger Beer (birra allo zenzero)

Versa il Rum nel bicchiere pieno di ghiaccio, aggiungi il succo di lime, colma con la birra allo zenzero, mescola e gusta! Facile, no? Se vuoi guarnirlo usa una mezza conchiglia di lime e dai una grattugiata di pimento, il pepe giamaicano.

 

Gin Frizz al…Mirtillo

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Immagine tratta da qui

Il più conosciuto fra i cocktail proposti, è un long drink rinfrescante che nasce come variante del Gin Tonic. Per il suo sapore fruttato, grazie alla presenza dei mirtilli, è più preferito dalle donne rispetto che dalla componete maschile, ma uomini non diffidate, conquisterà anche voi…provare per credere!

 Ingredienti:

Bicchiere Tumbler Alto o Special Jar

Shaker

Ghiaccio

Mirtilli

45 ml Gin

30 ml succo di limone

10 ml sciroppo di mirtillo

8 ml di soda

Inserisci nello shaker del ghiaccio, il Gin, lo sciroppo al mirtillo, il succo di limone, dei mirtilli e agita bene. Versa la miscela ottenuta nel bicchiere, aggiungi la soda e mescola. Per guarnire puoi utilizzare scorza di limone, altri mirtilli e perché no, anche una fogliolina di menta, e, per un gusto più deciso, provate ad aggiungere del rosmarino!

Su, sei ancora attaccato allo schermo? Corri in cucina a preparare i tuoi cocktail per te e i tuoi amici… avrai un successo garantito!

 

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Teku: il bicchiere da degustazione

Ti siete mai chiesto perché, ordinata una birra, ti portano un tipo di bicchiere diverso in base alla tipologia che hai ordinato? Pensi che sia un caso o che ti portino il bicchiere che in quel momento è disponibile? In alcuni casi lo è, ma nelle birrerie, pub e locali più seri e professionali questo non accadrà mai! Ad ogni tipologia di birra, infatti, è abbinato uno specifico bicchiere che, per la sua forma, permette di dare piena evidenza alle proprietà organolettiche e alla schiuma. Esiste però un’eccezione…

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I bicchieri principali, da cui hai sicuramente bevuto, sono 14 – Altglas, Balloon, Boccale, Boccale tedesco, Calice a chiudere, Calice a tulipano, Bicchiere biconico, Bicchiere conico, Coppa, Pinta, Stivale, Weizenbecher, Flûte e Kölschglas – a cui si aggiunge un bicchiere del tutto particolare: il Teku, ne hai mai sentito parlare? Il Teku è il primo bicchiere progettato appositamente per la degustazione della birra, ideato e studiato da Teo Musso, fondatore del birrificio Baladin, e Lorenzo Dabove detto Kuasca, il più importante degustatore ed esperto di birre italiano.

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Nonostante il nome possa sembrare di origini giapponesi (…non sono l’unica a pensarlo, vero?), esso prende vita proprio dalle iniziali di Teo e Kuasca che lo presentarono al Pianeta Birra di Rimini nel 2006. A questo primo modello, con capacità di 42cl, nel 2014 è stato affiancato il “Mini-Teku” dalle dimensioni più ridotte, con una capacità di 33cl, ma con le stesse caratteristiche funzionali e di design. Pazienza, saremo costretti a riempirlo più volte…

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Prezioso bicchiere per birrai, degustatori o semplici appassionati, il Teku, dalla forma peculiare che permette di sviluppare gli aromi e i sapori di ogni tipo di birra, viene presentato al mondo come il calice universale per la degustazione della birra. Il generale entusiasmo per questa nuova invenzione, lo portò però negli anni ad essere erroneamente riconosciuto come bicchiere universale per la birra e venne utilizzato non solo in concorsi birrai e contesti didattici, ma anche in pub, birrerie fino a manifestazioni a tema, perdendo così anche la sua esclusiva correlazione alla birra artigianale.

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Convinti del fatto che l’abito non fa il monaco, ma che il bicchiere fa la birra, in quanto ogni bicchiere è stato progettato per esaltare le qualità di una determinata birra, l’ormai diffuso utilizzo del Teku per qualsiasi tipo di birra è stato ampiamente criticato… Ad ogni modo, se ti capita di usarlo ricorda che, come per tutti i bicchieri da birra, va bagnato e inclinato leggermente prima di versare o spillare la birra al suo interno (lo sapevi, no?).

 

Ora che conosci anche il Teku non ci sono quasi più segreti nel mondo della birra!

Vuoi conoscere tutti i segreti della birra? Iscriviti ad un corso Gustabirra!

 

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LA BIRRA: BREVE STORIA DI UN PASSATO MILLENARIO

Che vi piaccia o meno la birra è donna! La leggenda narra, infatti, di una donna che lasciò fuori, per dimenticanza, un contenitore contenente cereali. Destino volle che proprio in quella notte si abbatté un temporale e il recipiente si riempì d’acqua, innescando così la fermentazione dei cereali che diede vita ad una sostanza liquida dolciastra. Da quel momento tra l’uomo e la birra nacque un grande amore durato millenni!

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Guardando alla storia, la birra risalirebbe a migliaia di anni fa. Esistono, infatti, fonti dell’Antico Egitto e della Mesopotamia che testimoniano la produzione di questa bevanda già dal V millennio a.C.. Prodotta in diverse tipologie, la caratteristica in comune era quella di essere una birra torbida e non filtrata che veniva bevuta con una cannuccia per evitare che i residui si depositassero sulle labbra. Sin dai suoi inizi fu una bevanda importante, tanto che, all’era dei Babilonesi, venne addirittura inserito nel famosissimo “Codice di Hammurabi” una legge secondo la quale chi annacquava la birra era condannato a morte. Nell’Antico Egitto la birra veniva considerata come alimento nutritivo, come medicina ed era persino utilizzata diluita per lo svezzamento. Aveva anche un significato religioso e rituale: le donne incinte, ad esempio, ricorrevano alla birra per offrire libagioni alla dea Ernenunet, che avrebbe provvisto le nutrici di abbondante latte.

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Poco più tardi la birra arrivò anche in Grecia, in cui diventò la bevanda d’eccellenza durante i giochi sportivi e le Olimpiadi. In Italia, i primi a produrre e bere tale bevanda furono gli Etruschi che in breve tempo contagiarono i Romani. Furono molti i sostenitori della birra, e tra questi il governatore della Britannia, Agricola, che nell’83 d.C. si portò tre mastro birrai da Glevum (l’odierna Gloucester) e aprì il primo “pub” della Penisola. Nella storia della birra un popolo di grande importanza fu quello Celtico che bevve fiumi di birra in Gallia, Irlanda e Britannia.

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Regole sulla fabbricazione della birra vennero introdotte solo quando questa entrò nei conventi e da lì iniziò ad essere utilizzato il luppolo come aromatizzante al posto di tutte le altre varie spezie che venivano utilizzate sino a quel momento. Solo nell’anno 1000 nacque la figura moderna del mastro birraio in Germania e nell’Europa settentrionale e la birra iniziò ad essere prodotta industrialmente. Nel 1516 venne emanato l’editto sulla purezza con il quale veniva definitivamente codificata la produzione della birra: solo malto d’orzo, luppolo e acqua.

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4 Strumenti che devi assolutamente avere se sei un amante del vino

Se sei un amante del vino ci sono 4 strumenti che devi assolutamente avere in casa! Averli è quasi obbligatorio e una volta provati ti renderai conto di non poterne più fare a meno…

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DECANTER

Il decanter è un particolare tipo di contenitore, di vetro o cristallo trasparente, dalla forma molto simile ad un’ampolla, con una base larga e un collo stretto. La sua funzione può essere duplice: da una parte, quando vogliamo gustare un vino maturo di lungo invecchiamento, permette di separare il vino dai sedimenti creatisi nel tempo; dall’altra, quando si vuole favorire l’ossigenazione di un vino novello, consente di sviluppare al meglio e più velocemente il bouquet aromatico, riducendo la quantità di anidrite carbonica. Nel primo caso occorrerà versare il vino con cautela per evitare che gli eventuali depositi possano cadere all’interno del decanter; nel secondo, invece, al fine di favorire l’ossigenazione, il vino dovrà scrosciare direttamente in questo particolare contenitore.

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TERMOMETRO

Se si vuole che un vino dia il meglio di sé, la temperatura alla quale bisogna gustarlo è un fattore decisamente importante! Per misurarla in modo preciso bisogna fare ricorso al termometro per vino. In commercio ne possiamo trovare di diversi tipi, dai più pratici ai più professionali ed è possibile distinguerli in due tipologie principali: termometri applicabili alla pancia della bottiglia, oppure da inserire direttamente nel vino.

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SECCHIELLO DEL GHIACCIO O GLACETTE

Il secchiello del ghiaccio e la glacette sono due strumenti diversi che però hanno un compito simile: mantenere fresco il vino. Il primo, che ha anche il compito di raffreddare il vino, viene riempito per tre quarti di acqua e ghiaccio ed è da ricoprire parzialmente con un tovagliolo pulito che servirà per asciugare la bottiglia al momento di servirlo. La glacette, al cui interno deve essere messa una bottiglia già raffreddata, invece, è un contenitore cilindrico alto e largo più o meno come una bottiglia, a doppia parete con un’intercapedine d’aria che limita la dispersione della temperatura interna.

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TAPPO SOTTOVUOTO

Quando rimane del vino in bottiglia, un piccolo strumento che risulta fondamentale per evitare che esso si guasti è la pompa sottovuoto. Piuttosto che lasciare l’aria dentro la bottiglia come accade quando si utilizza il classico tappo da vino, la pompa sottovuoto la aspira semplicemente evitando così che l’aria ossidi il vino.

Li hai tutti in casa? Sì? Allora sei sicuramente un wine lover!

 

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“Un pasto senza vino è come un giorno senza sole”

 

“Un pasto senza vino è come un giorno senza sole” recita una celebre frase del gastronomo A. Brillat-Savarin, e come gli si può dare torto? Ogni pretesto, infatti, è buono per parlare di cibo e vino e mai come oggi si parla sempre più del loro adeguato abbinamento che risulta di fondamentale importanza per un pasto ben riuscito. Quando state organizzando una cena o fate un’ordinazione al ristorante, se siete delle buone forchette, non potete di certo sbagliare il vino da abbinare!

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Come ci dice anche il galateo, i vini si servono in base ai piatti, alla stagione, all’età degli invitati e all’esperienza personale e dovrebbero variare in base delle portate poiché ogni piatto presenta delle proprie caratteristiche gustative. Al di là del galateo e del gusto personale, però, esistono dei principi di base e degli studi che permettono di fare il giusto abbinamento tra cibo e vino. Il vino, infatti, oltre a fornire un supporto liquido al pasto, si abbina al cibo per meglio qualificarlo e per riuscire a bilanciare certe sensazioni estreme che il cibo può avere.

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Le teorie sull’abbinamento sono moltissime e prendono tutte in considerazione le proprietà organolettiche del vino e quelle del cibo con un esame visivo, olfattivo e gustativo. Di un vino dovremo prendere in considerazione caratteristiche come ad esempio l’acidità, l’effervescenza, l’aromaticità e la morbidezza; di un cibo dovremo invece analizzare ad esempio la consistenza e le componenti grasso-untuose, aromatiche e acide.

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Sulla base di questa analisi possiamo poi procedere con un abbinamento che può essere quello regionale, con piatti e vini del territorio, oppure un abbinamento per contrasto, con un vino che ha delle caratteristiche opposte a quelle del cibo, o meglio, un abbinamento della giustapposizione in cui troviamo degli elementi di un cibo con elementi complementari o analoghi di un vino. Il corpo del vino deve essere adeguato alla struttura del piatto e di conseguenza una portata complessa con una preparazione elaborata data dalla quantità e qualità degli ingredienti e dal metodo di cottura, deve essere abbinata con un vino altrettanto complesso, di buon invecchiamento, che non venga sovrastato dalla personalità del cibo. Dall’altro lato un piatto leggero e delicato, andrà combinato con un vino leggero giovane piuttosto che da un vino troppo importante e dotato di una forte componente aromatica.

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Chiaramente questo è solo un piccolo assaggio di ciò che vuol dire costruire un menù completo con vini e cibi, solo per darvi un’idea di un mondo affascinante tutto da scoprire.
Se volete saperne di più perché non regalarvi o regalare un corso ABBINAVINO? Il mondo dell’abbinamento perfetto cibo-vino non avrà per voi più segreti!

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4 errori da evitare nella degustazione del vino

Quando per la prima volta si decide di avvicinarsi al mondo del vino e della sua degustazione, si commettono dei piccoli errori che potrebbero viziare l’intera esperienza. Si tratta di errori classici del principiante ma che spesso vengono ripetuti nel tempo senza pensare che essi possano compromettere la percezione del vino che si sta degustando.

Ecco a voi 4 errori comunemente commessi, e assolutamente da evitare, quando si decide di degustare un vino.

1- Lavare il bicchiere con il sapone

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Ebbene sì, lavare con il sapone il bicchiere in cui si andrà a degustare il vino è uno dei primi errori commessi. Prima della degustazione il bicchiere va lavato a mano con sola acqua calda e poi accuratamente asciugato con un panno morbido, possibilmente di lino. Se non riesci proprio a fare a meno del sapone, assicurati di sciacquare il bicchiere accuratamente per rimuoverne tutti i residui in modo che essi non interferiscano con il gusto e il bouquet del vino.

 

2- Indossare il profumo

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Indossare il profumo durante una degustazione è l’errore più diffuso sia tra gli uomini che tra le donne. Quando andiamo a degustare un vino il nostro olfatto deve concentrarsi sugli odori del vino all’interno del nostro bicchiere e avvertirne tutte le sue note. Se indossiamo invece un profumo, sia che si tratti di creme profumate che di fragranze, questo influenzerà il nostro olfatto non permettendoci di identificare pienamente le proprietà olfattive di un vino.

 

3- Mangiare alimenti dal gusto forte

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Come nel caso del profumo, anche il sapore di alcuni alimenti può compromettere la degustazione di un vino. Prima di una degustazione è meglio evitare di mangiare cibi che possano cambiare il sapore del vino e che possano invadere il palato troppo a lungo. Alcuni esempi? Al bando alimenti e bevande come caffè, finocchi, sedano… Insomma, attenzione agli aromi troppo decisi che potrebbero mettere fuori strada le vostre papille gustative.

 

4- Tenere il bicchiere dal calice

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Per calice (o coppa) si intende la parte del bicchiere che ospita il liquido. Questa è la parte da cui tendenzialmente si tiene il vino e non c’è errore più grande! L’impugnazione corretta prevede infatti il contatto col bicchiere solo nella sua parte inferiore con l’utilizzo di tre dita, due alla base e una sul gambo. Questa impugnazione facilita il processo di degustazione permettendo la rotazione del bicchiere e l’esame olfattivo.
Adesso che conoscete gli errori, cosa aspettate a passare alla pratica e non sbagliare mai più?

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ITALIANS DO IT BETTER – 5 BOLLICINE ITALIANE PER BRINDARE AL NUOVO ANNO

Il conto alla rovescia è già partito, la notte di San Silvestro è ormai vicina e ci si prepara al primo brindisi del 2016. Accompagnati dai “cin cin”, “prosit” e “alla salute” i bicchieri come di consueto si alzano in alto al cielo per dare il benvenuto al nuovo anno. Via lo champagne in favore dello spumante italiano che ha sempre più successo, sia all’estero che in Italia, grazie agli elevati standard qualitativi raggiunti dalle nostre aziende. Perché non optare quindi per un brindisi tutto italiano?

Ecco a te i 4 spumanti che ti consigliamo per brindare a capodanno

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Tra i Prosecchi si suggerisce il Dirupo Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut. Dal sapore floreale e fruttato, è un’eccellente ed elegante bottiglia prodotta dall’azienda Andreola. Pensato per i momenti speciali, è invitante nel packaging e nel prezzo. Il suo prezzo si aggira tra gli 8 e i 10 euro.

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Per un extra brut dal perlage elegante ed omogeneo, la scelta si dirige invece verso il Trento Doc extra brut Aleregis millesimato. Prodotto da sole uve Chardonnay con maturazione sui lieviti di almeno 48 mesi, i suoi profumi di mela golden, ananas, crosta di pane e frutta secca, lo rendono unico ed inimitabile. Dal sapore intenso, equilibrato e persistente, è uno dei grandi prodotti della cantina Rotari di Mezzocorona (Tn). Il prezzo? 20-22 euro

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Se invece preferite un Franciacorta, tra i suggerimenti non poteva mancare l’elegante Franciacorta Docg brut Region della cantina La Valle. Un brut di carattere, ottenuto dopo un’accurata selezione di uve Chardonnay provenienti dalle viti più vecchie del vigneto storico “La Valle”. Un capolavoro di freschezza e forza che viene prodotto a Rodengo Saiano (Bs), ha un prezzo superiore ai 25 euro.

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Per un brindisi secco dal profumo di crosta di pane e pasta sfoglia accompagnate da note agrumate di pompelmo rosa e cedro, scegliamo uno spumante classico, il Talento Eliseo Cuvéè del Fondatore, punta di diamante dell’azienda Bisol in Valdobbiadene (Tv). Spumante regale di alta fascia, grintoso e avvolgente, è caratterizzato da un perlage raffinato. Prezzo intorno ai 29 euro.

Dulcis in fundo non poteva che esserci un grande e sorprendente spumante  siciliano dal metodo classico, il Murgo Extra Brut  della cantina Murgo. Ottenuto da uve Nerello Mascalese con affinamento sui lieviti di almeno 48 mesi, è un vino spumante di grande classe e caratterizzato da un perlage molto fine, continuo e persistente.  Il suo profumo floreale di camomilla e ginestra, dalle delicate sensazioni di nocciola e crosta di pane, è accompagnato da un complesso sapore dalle note di mela dell’Etna, nespola, menta ed erbe balsamiche. Questo spumante, unico nel suo genere, nel suo perfetto equilibrio tra acidità e morbidezza, viene prodotto a Santa Venerina (Ct). Il suo prezzo è dai 23 euro in su.

A questo punto non vi resta che fare la vostra scelta e brindare tutti insieme all’anno nuovo!