Accademia del Mosto

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Il sentiero dei vini: 5 percorsi enoturistici da non perdere!

Da nord a sud, il nostro bel paese offre una varietà infinita di luoghi incantevoli, ognuno meritevole di essere visto almeno una volta nella vita. Oltre alla naturale bellezza dei paesaggi esistono in ogni punto dello stivale dei percorsi enoturistici che decisamente dovrebbero essere annotati nel vostra agenda dei viaggi, soprattutto se siete amanti del buon vino. Noi ne abbiamo selezionati 5, seguiteci!

1. Malvirà- Villa Tiboldi, Roero (Piemonte)

Una dimora di campagna in cui poter sorseggiare degli spettacolari vini rossi a base di uve nebbiolo, ecco cosa vi offre la cantina Malvirà. Per gli appassionati c’è anche la possibilità di poter alloggiare e dormire negli antichi capanni una volta destinati agli attrezzi, per godere appieno di questo incredibile spettacolo della natura.

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2. Venissa – Venezia (Veneto)

Un sogno divenuto realtà, un vigneto che da secoli sfida l’acqua della laguna dando origine a uno speciale vino con caratteristiche uniche al mondo. Questa è la presentazione della cantina Venissa, di cui è stato girato anche un docufilm dal nome “Il vino, l’oro e la laguna” giusto per chi volesse approfondire quest’affascinante storia.

3. Valle di Lazzaro – Portoferraio, Isola d’Elba (Toscana)

Qui potrete immergervi in un’oasi di relax in cui scoprire vini come il Vermentino, dal sapore fresco e fruttato, un più ambizioso Chardonnay, o le uve Aleatico che danno vita rosati e passiti di altissima qualità. Quale migliore modo per affrontare qualche “duro” giorno di vacanza tra i migliori vini e il verde del parco dell’arcipelago Toscano?

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4. Mastroberardino, Atripalda, Avellino (Campania)

Esattamente a Mirabella Eclano, troverete il Radici Resort, nato grazie all’imprenditoria di Antonio Mastroberardino, considerato da molti il patriarca del vino in Campania, grande difensore dei vitigni autoctoni. Il Radici Resort offre delle fantastiche suite, centro benessere e ristorante per trascorrere una piacevolissima enovacanza!

5. Scilio Valle Galfina – Linguaglossa (Sicilia)

Ultimo viaggio invece lo facciamo alle pendici dell’Etna, dove la famiglia Scilio da circa 5 generazioni produce vini di ottima qualità. In uno scenario unico al mondo potrete vedere con i vostri occhi i processi tradizionali della cura del vigneto e della produzione del vino per cui il regime adottato è quello della coltivazione biologica. Avete deciso di fare un salto alla tenuta Valle Galfina? La famiglia Scilio è pronta ad accogliervi!

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Quale tra questi 5 percorsi enoturistici vi ha conquistato di più? Ne conoscevate già qualcuno? Fatecelo sapere!

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Vino e panettone: ecco come fare l’abbinamento giusto!

Di certo in questi giorni avrete abbondantemente festeggiato e mangiato in compagnia di tutta la famiglia. A tavola non sarà mancato il classico panettone, che anche se risponde alla tradizione milanese, oramai viene adottato ogni anno sempre di più da tutto lo stivale. In vista dell’ultimo dell’anno abbiamo pensato di darvi alcuni consigli per abbinare al famoso dolce il vino giusto, così da poter correggere eventuali errori fatti finora!

Quali sono le caratteristiche del panettone

Prima di procedere con la scelta del vino giusto, è importante studiare la tipologia di dolce che si sta accompagnando, in questo caso il panettone classico, i cui ingredienti sono senza dubbio uova, zucchero, burro, miele e canditi. Ciò che salta all’occhio (ma anche all’olfatto e alla bocca) sono senza dubbio i profumi e i sapori molto dolci e aromatizzati che caratterizzano questo gustoso e tradizionale dolce natalizio. Ecco perché nella scelta del vino giusto bisognerà tener presente gli ingredienti utilizzati e cercare di evitare vini secchi, decisamente con sapore troppo contrastanti. Quello che invece bisogna ricercare è armonia ed equilibrio tra vino e panettone.

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Caratteristiche di un vino da panettone

Da quanto detto finora si deduce quindi che la scelta dovrà cadere senza dubbio su un vino dolce, che richiami in qualche modo l’aroma e la dolcezza del panettone stesso, accompagnandolo in ogni sua nota di sapore. Ovviamente senza esagerare! Proprio per questo bisognerà fare un scelta equilibrata e che si adegui perfettamente alla situazione. Altro punto da considerare è il grado di dolcezza del panettone e capire quale tipologia di vino è più opportuno abbinargli, senza sovraccaricarlo.

Quali vini scegliere?

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La scelta dei vini a questo punto si riduce senza dubbio a quelli dolci come i passiti in cui possiamo sentire il richiamo ai canditi, uva passa e frutta secca. Un esempio potrebbe essere il passito sardo dei Nuraghi delle cantine Su’entu ad esempio. Altri abbinamenti possibili potrebbero essere un vino dolce spagnolo, il Don Pedro Ximenez vino dulce natural fatto con uva passa e caratterizzato da aromi speziati. Se invece avete voglia di accompagnare il vostro panettone classico nella notte di Capodanno con un richiamo al cacao, il Centesimino di Francesconi è la scelta più adatta. Infine, ci spostiamo verso il Portogallo dove vi consigliamo un Porto d’eccezione, il Niepoort Vintage, in cui equilibrio e armonia esalteranno ogni sapore.

 

Buon anno a tutti e mi raccomando… non avete più scuse per sbagliare!

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Drink vintage, il sapore antico a prezzi da capogiro

In grandi città come Londra, New York o Parigi una nuova tendenza si fa sempre più piede tra gli amanti del buon bere ed è quella dei drink vintage! La ricerca di sapori antichi e autentici rappresentativi di epoche ormai appartenenti al passato, è la nuova moda, in grado di far salire il prezzo di un drink alle stelle. Ed ecco che gli amanti dei sapori di una volta non si lasciano scappare l’occasione per trovare un buona bottiglia di rum antica tra le rimanenze di un vecchio bar o addirittura comprandole all’asta!

Vediamo insieme quali sono i drink vintage che potrete chiedere se decidete di fare un salto in una delle seguenti città:

Negroni presso il Rivoli Bar del Ritz di Londra

Se nei prossimi viaggi avete in mente di fare un salto a Londra non potete non fare anche una capatina presso lo storico bar che preparerà per voi un prezioso (in tutti i sensi) Negroni fatto esclusivamente con liquori degli anni ’50. Prezioso anche per il suo prezzo che non sarà meno di circa 100€!

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Manhattan presso il Jack Rose di Washington

Se invece siete proiettati verso gli USA nel distretto di Whashington potrete ordinare uno speciale Manhattan fatto con whiskey Weller dell’82 e vermouth Cocchi di Torino, una delizia per gli appassionati del famoso cocktail. Il suo prezzo però forse vi rimarrà più impresso del suo sapore, circa 300 dollari.

Sidecar al Plaza Hotel di New York

Uno dei più cari e rari drink vintage è senza ombra di dubbio il sidecar che potrete provare presso il Palm Court dell’Hotel Plaza di New York, la città che non dorme mai. Gli ingredienti antichi e preziosi per questo cocktail sono cognac Remy Martin Louis XIII Black Pearl e Cointreau tedesco degli anni ’30. Il prezzo per questa incredibile miscela è di 3000 dollari.

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Mai tai a San Francisco

Infine chiudiamo la nostra lista di drink vintage spostandoci sulla west coast, precisamente a San Francisco, allo Smuggler’s Cove, dove potrete ordinare un Mai tai fatto con rum d’epoca, tutti risalenti agli anni ’60, vi basterà poco per potervi immergere nelle atmosfere di quegli anni grazie a questo ottimo drink. Il suo prezzo? Dai 150 dollari a salire… ma ne varrà la pena!

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La nostra lista di drink vintage si conclude qui, adesso avrete un motivo in più per visitare le città appena elencate e non dimenticate di farci sapere quali cocktail avete provato!

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5 cocktail indispensabili nel bar di un compleanno over 30!

30 anni è una grande soglia per molti; i 20 si apprestano a diventare un bel ricordo. Per non cadere nella nostalgia vi consigliamo di festeggiare i prossimi compleanni con molta più enfasi e brio, soprattutto non facendo mancare nel vostro bar i 5 cocktail che vi proponiamo qui di seguito! Siamo sicuri che il quinto metterà tutti d’accordo!

1. Gin tonic in chiave rivisitata

Un classico che soprattutto per compleanni festeggiati nei periodi estivi non dovrà assolutamente mancare a un compleanno over 30: il gin tonic Se avete voglia di stupire i vostri invitati potreste proporre il famoso cocktail in una chiave del tutto rivisitata per l’occasione, magari proponendo del buon e biologico Gino, un gin prodotto in Italia con liquirizia, salvia, limone e rosa damascena, perfetto se abbinato a un’acqua tonica anch’essa prodotta nel nostro paese.

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2. Un rinfrescante mojito

Un buon e fresco mojito potrebbe essere una chiave per accontentare sia invitati uomini che donne. Il gusto pungente del lime insieme alle verdi foglie di menta fresca non faranno che alleggerire le temperature e renderle molto più sopportabili, oltre ad essere un buonissimo cocktail da sorseggiare mentre la musica di sottofondo fa compagnia.

3. Old fashioned, il cocktail mai dimenticato

Un classico che non passa mai di moda ma che anzi sembra essere sempre più in auge, un buon e vecchio old fashioned, il cocktail a base di wiskey mai dimenticato. Se la vostra sarà una festa di compleanno elegante e magari in stile vintage questo cocktail sarà senza dubbio la scelta più azzeccata da fare, vi farà fare un figurone!

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4. Negroni per tutti!

Il negroni è un altro classico che non passa mai di moda! Da quando è stato inventando a Firenze in sostituzione dell’Americano, fino a oggi è sempre stato uno dei cocktail più richiesti dagli over 30. Tanto famoso da trasformarsi anche in Negroni sbagliato per chi vuole renderlo più leggero e meno alcolico. Quali delle due versioni preferite per il bar del vostro incredibile compleanno?

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5. Festa con bollicine con un buon Aperol Spritz

Infine l’ultimo cocktail che ci sentiamo di consigliare, con il quale siamo sicuri non fallirete è sicuramente un caro e amato Aperol Spritz! Da intendere come cocktail-aperitivo, perfetto se avete intenzione di festeggiare poco prima del calar della sera; leggero rinfrescante e pieno di bollicine, ideale se accompagnato da qualche appetitoso stuzzichino!

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Birra fatta in casa: 6 errori da non commettere!

Il fenomeno della birra artigianale è così ampiamente diffuso che sempre più persone decidono di farne un vero e proprio hobby, dando vita a una produzione homemade. Oggigiorno grazie a internet è possibile non essere degli esperti birrai per poter (almeno provare) a farla con le proprie mani in casa propria, basterà seguire alla lettera le istruzioni indicate per ogni ricetta. Ma per gli homebrewers alle prime armi è facile cadere in alcuni errori, eccone 6!

1. L’igiene non è al 100%

Quando si decide di riboccarsi le maniche per prodursi una birra artigianale direttamente in casa, il primo passo è quello di utilizzare strumenti correttamente puliti e sterilizzati, in caso contrario il risultato potrebbe essere pregiudicato. Ad esempio, se avete intenzione di riutilizzare vecchie bottiglie di birra, pulitele in maniera adeguata, allo stesso modo procedete con tutta l’attrezzatura necessaria.

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2. Non seguire la ricetta passo dopo passo

Non siate approssimativi! Per ottenere un ottimo risultato è importante seguire tutte le indicazioni che vengono riportate sulla ricetta scelta, passo dopo passo. Quindi stesse dosi, temperature, modalità di applicazione e soprattutto non cominciate con una ricetta difficile!

3. Imbottigliamento prematuro

Non fatevi prendere dall’ansia di voler provare subito la vostra creazione, sappiamo benissimo che produrre della birra con le proprie mani può essere davvero esaltante, ma il nostro consiglio è attendere che la fermentazione sia completa, onde evitare un imbottigliamento prematuro.

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4. Non controllare la temperatura

La fermentazione è un processo molto delicato che ha bisogno di essere supervisionato; è importante infatti mantenere la temperatura indicata per il tipo di lievito utilizzato, altrimenti potreste rischiare di non dover buttare via tutto senza possibilità di rimedio.

5. Livelli sbagliati di zucchero

Il livello di zuccheri impiegati per produrre la vostra buonissima birra artigianale dovrà essere ottimale, quindi non troppo poco altrimenti la fermentazione non potrà avere inizio ma allo stesso modo un livello troppo elevato potrebbe portare a una carbonazione eccessiva.

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6. Keep calm & enjoy your beer!

Infine, ultimo errore che molti commettono è… quello di preoccuparsi eccessivamente! Attenti sì, ma senza esagerare, basterà eseguire attentamente la ricetta e la vostra favolosa birra fatta in casa sarà perfetta, quindi keep calm & enjoy your beer!

Questi alcuni degli errori più comuni per chi si è affacciato da poco al mondo della birra fatta in casa, fateci sapere qual è la vostra esperienza e soprattutto com’è stato il risultato, siamo curiosissimi!

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Vini rosati

Da sempre sottovalutato il vino rosé o rosato è oggi una delle varietà di vini più apprezzate e diffuse, piacevole da sorseggiare sopratutto nei periodi di bella stagione. Ma come nasce questo particolare vino dal particolare colore che può variare da sfumature di rosa molto chiaro ad altre di una tonalità molto più forte e intensa? Scopriamolo insieme!

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Il vino rosato più che una tipologia di vino è un modo differente di produrlo, non esiste infatti un vitigno dal colore rosato, la provenienza di questa qualità di vino proviene da uve a bacca nera. Esistono due modalità per avere dell’ottimo vino rosé: la tecnica della pressatura diretta e quella detta del sanguinamento o salasso. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Tecnica della pressatura diretta

Con questo metodo si procedere a spremere le uve senza averle precedentemente macerate. Infatti vengono lasciate per pochissimo tempo nella pressa prima di procedere con la pressatura, un processo fondamentale poiché segnerà in maniera assoluta il colore e l’intensità che si vuole ottenere. Di solito questo tipo di vini hanno dei colori non troppo scuri e in base alla pressatura si potrà ottenere una struttura più o meno intensa.

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Tecnica del sanguinamento o salasso

Per ricorrere a questo metodo è importante che l’uva sia in ottimo stato. Questa deve essere messa a macerare per alcune ore a differenza dei vini rossi per i quali invece i tempi sono molto più lunghi. In questo modo si otterrà un colore molto più intenso e scuro rispetto ai rosati ottenuti con pressatura, in quanto sarà lo stesso succo e la buccia a rilasciarlo durante la macerazione; starà poi al produttore decidere quando interrompere il processo.

Falsi miti sui vini rosati

Questa qualità di vino è stata spesso sottovaluta, oggi invece è riuscita a conquistarsi un posto tra gli intenditori. Si è sempre pensato che il rosato fosse un vino da aperitivo quando invece è perfetto per accompagnare qualsiasi tipo di pasto dai più sofisticati a una semplice pizza, grazie alla sua versatilità. Inoltre, questa tipologia di vino è da sempre associata all’estate, altro falso mito da sfatare! In altri paesi infatti viene utilizzato anche nei periodi invernali o comunque meno caldi; e infine altro errore che si commette spesso è di berlo ghiacciato invece di gustarlo fresco!

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Alcuni rosati italiani

In Italia esistono tantissime tipologie di vini rosati. Tra le più conosciute ricordiamo quelle pugliesi come il Negroamaro Rosato IGP o Castel del Monte Rosato Doc; sempre rimanendo nel Sud Italia troviamo i siciliani Etna Rosato Doc o Nero d’Avola Rosato Doc. Ed infine ci spostiamo al nord, in Veneto, per assaporare invece dei vini spumanti rosati come il Garda Chiaretto Doc o il Bardolino Chiaretto Doc. Noi ci fermiamo qui ma la lista ovviamente potrebbe continuare all’infinito grazie alla favolosa varietà che ci offre ogni regione del nostro paese!

Adesso non vi resta che scegliere un buon rosé per accompagnare la vostra cena di stasera!

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Storia del Vermut, il Re degli aperitivi

È una storia molto antica quella che appartiene a una delle bevande più amate nel nostro paese e non solo, stiamo parlando del Vermut (o anche Vermouth per gli amanti dell’accento francese). L’origine della famosa bevanda ad oggi non è molto chiara e certa, si pensa che addirittura fu Ippocrate il primo a utilizzare la particolare miscela di vini e spezie per uso terapeutico e curativo, un utilizzo che veniva già adottato dagli antichi romani, i quali però preferivano recargli un gusto molto più dolce che alcolico.

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Nascita ufficiale del Vermut

La data ufficiale della nascita di questa tipologia di bevanda risale a tempi più recenti: siamo nel 1773, quando il medico italiano Villafranchi pubblicò l’opera Enologia Toscana, dove per la prima volta in assoluto in un testo scritto si descrive il processo di ottenimento di un liquore dalla miscela di vini e assenzio, denominato “Absinthiamtum”.

Ma è grazie all’invenzione di un liquorista italiano Antonio Benedetto Carpano di Torino che possiamo parlare definitivamente di Vermut. Carpano cercò di riprendere l’antica formula per dare vita al prodotto finale che conosciamo tutti, miscelando principalmente vino moscato del Canelli, con la possibilità di aggiunta altri vini di origine piemontese o anche del sud Italia, con erbe, spezie e aromi. Ed è proprio la scelta delle erbe da inserire nella miscela, alla base del risultato finale della bevanda.

La Bottega di Carpano

Il famoso liquorista torinese grazie a questa ricetta divenne subito il punto di riferimento della borghesia locale e non solo. Artisti, poeti e politici di allora si riunivano ne “La Bottega di Carpano” per trascorrere piacevoli ore assaporando il delizioso liquore, che divenne così il re degli aperitivi italiani. Ed ecco che da questo momento il vermut vede aprirsi ogni confine soprattutto quello con la vicina Francia che di certo non si fece scappare l’occasione di cercare in ogni modo di imitare e produrre la stessa bevanda, rendendola molto più secca rispetto a quella italiana, apprezzata invece per la sua dolcezza.

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Gli ingredienti principali del vermut

Gli ingredienti principali per dare vita a questa incredibile ricetta sono senza dubbio i vini, che possono essere bianchi secchi e principalmente moscato a cui verranno poi aggiunti edulcorante come saccarosio, zucchero bruciato, caramello e mosto di uve, alcol etilico ed infine erbe aromatiche e spezie che definiranno il suo sapore. Tra le botaniche utilizzate troviamo, cardamomo, camomilla, assenzio, zenzero, zafferano, coriandolo, noce moscata, anice, melissa, cannella, e tantissime altre, si può arrivare fino a 90 specie diverse, starà al liquorista scegliere il tipo di miscela.

Tipologie di Vermut

Tra le principali tipologie di Vermut troviamo il rosso, bianco, ambrato, dry ed extra dry, ancora tipologia amara o dolce. Ognuna dipende dalla miscela che il suo produttore ha deciso di dare alla propria bevanda. In Italia esistono tantissime aziende che producono dell’ottimo Vermut, come Cocci, Carpano, Bordiga, Mulassano e tantissime altre, ognuna delle quali si differenzia per sapori e aromi mantenendo però un’altissima qualità del prodotto.

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Sera d’estate: il cocktail che si distingue

Cosa c’è di meglio, nelle calde sere d’estate, del sorseggiare un cocktail sulla spiaggia, in riva al mare, in giardino o in terrazza, da soli o con amici? Non vorrai però gustare e preparare i soliti cocktail, vero? Dimenticati di Mojito, Cuba Libre, Long Island, che sono sì dalla fama intramontabile, ma non hanno nulla a che vedere con ciò che sto per proporti!

Angelo Fizz

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Immagine tratta da qui

Un cocktail d’autore che sa proprio di vacanza: cappello di paglia, abiti di lino, musica e tante risate! Creato da Gegam Kazarian con ingredienti naturali per un cocktail leggero, delicato e fresco che stimola le papille gustative con le sue note di limone ed erbe aromatiche, in un armonia per nulla scontata.

Per prepararlo:

Shaker

Cannello da cucina

Bicchiere Tumbler Alto

Ghiaccio

Rosmarino

Timo

Bergamotto

45 ml Molinari Extra (sambuca)

15 ml Limoncello

30 ml Succo di limone

30 ml Albume d’uovo

60 ml Acqua frizzante

Poni 4 cubetti di ghiaccio all’interno del bicchiere. Introduci nello shaker timo e rosmarino, privati del rametto, e bruciacchiali con il cannello per 10 secondi; aggiungi Molinari Extra, il limoncello, l’albume d’uovo, il succo di limone, ghiaccio e shakera. A questo punto non ti resta che versare la miscela all’interno del bicchiere utilizzando un colino, aggiungere l’acqua frizzante, mescolare e gustare il tuo cocktail! Se vuoi presentarlo in modo carino utilizza un rametto di timo e scorza di bergamotto da porre dentro il bicchiere e un rametto di rosmarino (bruciato appena con il cannello) da appoggiare sul bicchiere.

 

Jamaica Mule

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Immagine tratta da qui

 

Dal gusto fresco e speziato, questo cocktail trasporta in un’atmosfera giamaicana richiamando alle note e ai sapori locali. Realizzarlo è semplicissimo!

Hai bisogno di:

Bicchiere Special Jar o bicchiere Juice

Ghiaccio

50 ml Rum Appleton Estate Signature Blend

15 ml Succo di Lime

Top Ginger Beer (birra allo zenzero)

Versa il Rum nel bicchiere pieno di ghiaccio, aggiungi il succo di lime, colma con la birra allo zenzero, mescola e gusta! Facile, no? Se vuoi guarnirlo usa una mezza conchiglia di lime e dai una grattugiata di pimento, il pepe giamaicano.

 

Gin Frizz al…Mirtillo

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Immagine tratta da qui

Il più conosciuto fra i cocktail proposti, è un long drink rinfrescante che nasce come variante del Gin Tonic. Per il suo sapore fruttato, grazie alla presenza dei mirtilli, è più preferito dalle donne rispetto che dalla componete maschile, ma uomini non diffidate, conquisterà anche voi…provare per credere!

 Ingredienti:

Bicchiere Tumbler Alto o Special Jar

Shaker

Ghiaccio

Mirtilli

45 ml Gin

30 ml succo di limone

10 ml sciroppo di mirtillo

8 ml di soda

Inserisci nello shaker del ghiaccio, il Gin, lo sciroppo al mirtillo, il succo di limone, dei mirtilli e agita bene. Versa la miscela ottenuta nel bicchiere, aggiungi la soda e mescola. Per guarnire puoi utilizzare scorza di limone, altri mirtilli e perché no, anche una fogliolina di menta, e, per un gusto più deciso, provate ad aggiungere del rosmarino!

Su, sei ancora attaccato allo schermo? Corri in cucina a preparare i tuoi cocktail per te e i tuoi amici… avrai un successo garantito!

 

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4 errori da evitare nella degustazione del vino

Quando per la prima volta si decide di avvicinarsi al mondo del vino e della sua degustazione, si commettono dei piccoli errori che potrebbero viziare l’intera esperienza. Si tratta di errori classici del principiante ma che spesso vengono ripetuti nel tempo senza pensare che essi possano compromettere la percezione del vino che si sta degustando.

Ecco a voi 4 errori comunemente commessi, e assolutamente da evitare, quando si decide di degustare un vino.

1- Lavare il bicchiere con il sapone

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Ebbene sì, lavare con il sapone il bicchiere in cui si andrà a degustare il vino è uno dei primi errori commessi. Prima della degustazione il bicchiere va lavato a mano con sola acqua calda e poi accuratamente asciugato con un panno morbido, possibilmente di lino. Se non riesci proprio a fare a meno del sapone, assicurati di sciacquare il bicchiere accuratamente per rimuoverne tutti i residui in modo che essi non interferiscano con il gusto e il bouquet del vino.

 

2- Indossare il profumo

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Indossare il profumo durante una degustazione è l’errore più diffuso sia tra gli uomini che tra le donne. Quando andiamo a degustare un vino il nostro olfatto deve concentrarsi sugli odori del vino all’interno del nostro bicchiere e avvertirne tutte le sue note. Se indossiamo invece un profumo, sia che si tratti di creme profumate che di fragranze, questo influenzerà il nostro olfatto non permettendoci di identificare pienamente le proprietà olfattive di un vino.

 

3- Mangiare alimenti dal gusto forte

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Come nel caso del profumo, anche il sapore di alcuni alimenti può compromettere la degustazione di un vino. Prima di una degustazione è meglio evitare di mangiare cibi che possano cambiare il sapore del vino e che possano invadere il palato troppo a lungo. Alcuni esempi? Al bando alimenti e bevande come caffè, finocchi, sedano… Insomma, attenzione agli aromi troppo decisi che potrebbero mettere fuori strada le vostre papille gustative.

 

4- Tenere il bicchiere dal calice

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Per calice (o coppa) si intende la parte del bicchiere che ospita il liquido. Questa è la parte da cui tendenzialmente si tiene il vino e non c’è errore più grande! L’impugnazione corretta prevede infatti il contatto col bicchiere solo nella sua parte inferiore con l’utilizzo di tre dita, due alla base e una sul gambo. Questa impugnazione facilita il processo di degustazione permettendo la rotazione del bicchiere e l’esame olfattivo.
Adesso che conoscete gli errori, cosa aspettate a passare alla pratica e non sbagliare mai più?

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ITALIANS DO IT BETTER – 5 BOLLICINE ITALIANE PER BRINDARE AL NUOVO ANNO

Il conto alla rovescia è già partito, la notte di San Silvestro è ormai vicina e ci si prepara al primo brindisi del 2016. Accompagnati dai “cin cin”, “prosit” e “alla salute” i bicchieri come di consueto si alzano in alto al cielo per dare il benvenuto al nuovo anno. Via lo champagne in favore dello spumante italiano che ha sempre più successo, sia all’estero che in Italia, grazie agli elevati standard qualitativi raggiunti dalle nostre aziende. Perché non optare quindi per un brindisi tutto italiano?

Ecco a te i 4 spumanti che ti consigliamo per brindare a capodanno

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Tra i Prosecchi si suggerisce il Dirupo Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut. Dal sapore floreale e fruttato, è un’eccellente ed elegante bottiglia prodotta dall’azienda Andreola. Pensato per i momenti speciali, è invitante nel packaging e nel prezzo. Il suo prezzo si aggira tra gli 8 e i 10 euro.

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Per un extra brut dal perlage elegante ed omogeneo, la scelta si dirige invece verso il Trento Doc extra brut Aleregis millesimato. Prodotto da sole uve Chardonnay con maturazione sui lieviti di almeno 48 mesi, i suoi profumi di mela golden, ananas, crosta di pane e frutta secca, lo rendono unico ed inimitabile. Dal sapore intenso, equilibrato e persistente, è uno dei grandi prodotti della cantina Rotari di Mezzocorona (Tn). Il prezzo? 20-22 euro

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Se invece preferite un Franciacorta, tra i suggerimenti non poteva mancare l’elegante Franciacorta Docg brut Region della cantina La Valle. Un brut di carattere, ottenuto dopo un’accurata selezione di uve Chardonnay provenienti dalle viti più vecchie del vigneto storico “La Valle”. Un capolavoro di freschezza e forza che viene prodotto a Rodengo Saiano (Bs), ha un prezzo superiore ai 25 euro.

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Per un brindisi secco dal profumo di crosta di pane e pasta sfoglia accompagnate da note agrumate di pompelmo rosa e cedro, scegliamo uno spumante classico, il Talento Eliseo Cuvéè del Fondatore, punta di diamante dell’azienda Bisol in Valdobbiadene (Tv). Spumante regale di alta fascia, grintoso e avvolgente, è caratterizzato da un perlage raffinato. Prezzo intorno ai 29 euro.

Dulcis in fundo non poteva che esserci un grande e sorprendente spumante  siciliano dal metodo classico, il Murgo Extra Brut  della cantina Murgo. Ottenuto da uve Nerello Mascalese con affinamento sui lieviti di almeno 48 mesi, è un vino spumante di grande classe e caratterizzato da un perlage molto fine, continuo e persistente.  Il suo profumo floreale di camomilla e ginestra, dalle delicate sensazioni di nocciola e crosta di pane, è accompagnato da un complesso sapore dalle note di mela dell’Etna, nespola, menta ed erbe balsamiche. Questo spumante, unico nel suo genere, nel suo perfetto equilibrio tra acidità e morbidezza, viene prodotto a Santa Venerina (Ct). Il suo prezzo è dai 23 euro in su.

A questo punto non vi resta che fare la vostra scelta e brindare tutti insieme all’anno nuovo!