Accademia del Mosto

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Il trend del Bio: differenze e dettagli

La ricerca di prodotti sempre più “naturali” spopola ormai in ogni casa. Sempre di più le persone che mangiano cibi biologici, che coltivano un proprio orto in casa o in terrazza, che acquistano prodotti senza glutine o in supermercati specifici. Il trend del “più sano” si sta diffondendo pian piano anche nel settore vinicolo. Spesso infatti si sente parlare di vini “naturali”, “biologici” o “biodinamici”.

Quali sono le differenze? Vediamoli nel dettaglio.

I vini “Naturali”

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Ci verrebbe da pensare che sia il vino le cui uve sono state trattate come si faceva in antichità ma in realtà non è così. Partiamo pure dal presupposto che è anche vietato poterlo scrivere in etichetta in quanto il vino in natura non esiste. Un vino detto naturale è prodotto nel pieno rispetto dei cicli naturali, ottenuto quindi da vitigni autoctoni alla terra in cui crescono. Il processo prevede quindi una vendemmia manuale e una fermentazione naturale senza l’introduzione di sostanze chimiche.

I vini “Biologici”

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Aderisce al Regolamento Europeo 202/2012, grazie al quale un vino può essere certificato come “vino Biologico” con accanto il logo dell’Unione Europea. Si prevede una riduzione drastica delle pratiche chimiche sia in vigna che in cantina in cambio di misure naturali contro i batteri e parassiti.

I vini “Biodinamici”

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Sono i protagonisti del trend del momento,la sua produzione segue i dettami di Rudolf Steiner relativamente alle pratiche di coltivazione agricola biodinamica. Sono previste tecniche di coltivazione che seguono i ritmi della natura esaltando così al meglio le potenzialità del vino.

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Il rito dell’aperitivo: lo Spritz

Non c’è bar italiano che non lo abbia nel proprio menù, e scommetto che ognuno di voi, almeno una volta lo ha provato. Oggi parliamo dello Spritz e dell’usanza tutta italiana dell’aperitivo.

Cominciamo con un piccolo dettaglio interessante, ovvero, come nasce il nome Spritz? Le origini derivano dall’abitudine dei soldati austriaci di stanza in Nord Italia di allungare con dell’acqua frizzante i vini locali, in modo da renderli più leggeri e frizzanti. Infatti in austriaco la parola Spritzen significa proprio “spruzzare”. Da quel momento la parola Spritz entra a far parte delle parole italiane per determinare cocktail a base di vino.

La versione classica, quella veneziana, prevede l’Aperol all’interno insieme a prosecco e seltz. Quella milanese invece è più amara e scura e sostituisce l’Aperol con il Campari.

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Come da origine del nome stesso, il cocktail dell’aperitivo serve ad “aprire lo stomaco”, spesso infatti è accompagnato da olive, pizzette, salumi e companatico. Ma dato che lo Spritz è l’aperitivo più bevuto dagli italiani nel corso dei decenni la ricetta si arricchita di novità. Ed ecco spuntare versioni nuove, per stuzzicare nuovi gusti. Per esempio lo Hugo, ovvero una versione dello Spritz, perfetta per l’estate. Il bitter viene, infatti, sostituito da un fresco sciroppo di fiori di sambuco. Un rametto di menta e uno spicchio di mela rossa e il cocktail è completo. Oppure l’Alternativo: è composto da due parti di succo di frutta misto, due parti di prosecco e una di Campari.

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Facilissimo da fare a casa, sarà molto gradito dai vostri ospiti. Risultato garantito!

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3 formaggi siciliani per 3 birre belghe

Il 7 gennaio, in occasione dell’inaugurazione della nuova sala della villa per ricevimenti Petralonga, location dei nostri corsi di formazione sul vino e birra, il bravissimo Fabio Venditti ha tenuto per gli ospiti una degustazione di birre nella cantina della villa.

Oltre alla location, perfetta e suggestiva, gli ospiti hanno potuto assaporare l’atmosfera dei corsi di degustazione organizzati da Accademia del mosto.

Quella sera in particolare la degustazione non si limitava alle 3 birre scelte ma veniva fatto un abbinamento con 3 formaggi siciliani:

  • La vastedda della valle del Belice
  • Il piacentino ennese
  • Il pecorino siciliano

Questi 3 formaggi hanno in comune la Denominazione di Origine Protetta (DOP), sono stagionati e formaggi derivanti da latte ovino.

Le birre degustate erano tutte e 3 belghe:

  • La Saison Dupont
  • La Tripel Karmeliet
  • La Rochefort 8

Il primo formaggio, la vastedda della valle del Belice, è a pasta filata dal colore chiarissimo. Nasce per caso da un “esperimento”. Infatti un antico casaro siciliano produceva il suo formaggio mettendolo nelle tipiche fuscelle di giunco. Quando la lavorazione iniziò ad andare a male a causa del caldo, tentò di porvi rimedio inserendole in acqua calda, come si fa per la lavorazione della ricotta. L’acqua calda permise alla pasta di filare e questo diede inizio alla prima forma di Vastedda della Valle del Belice.

La Saison Dupont invece è una famosa birra belga, brassata in inverno e poi lasciata maturare in attesa dell’estate.  La sua gradazione alcolica è di 6,5%, colore arancio pallido con un generoso cappello di schiuma. Fresca al palato, rilascia in bocca note fruttate.

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Passiamo al Piacentino Ennese, formaggio di pecora a pasta dura. Il colore giallo è dovuto all’aggiunta dello zafferano, spezia persistente nel gusto, soprattutto se mangiato più stagionato. La leggenda racconta che, intorno al 1090, Ruggero il Normanno chiedesse ai casari del luogo di preparare un formaggio che combattesse la grave depressione della sua amata consorte Adelasia. Nell’antichità lo zafferano infatti era considerata una spezia energizzante e antidepressiva.

La birra abbinata è una Tripel Karmeliet, rifermentata in bottiglia e prodotta secondo una ricetta dei monaci carmelitani di Dendermonde. La sua peculiarità è quella di essere prodotta con una mistura di ben tre malti, avena, frumento ed orzo. Il suo gusto particolarmente fruttato e piacevole riesce a sgrassare la bocca senza essere troppo presente.

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Infine il Pecorino siciliano, formaggio a pasta semidura bianca, dal colore e sapore forte. Può essere gustato a 4 stadi di stagionatura:

  • Tuma (pochi giorni dalla produzione)
  • Primo sale (dopo 15 giorni)
  • Semistagionato (30-60 giorni)
  • Stagionato (90-120 giorni)

La birra con cui provarlo è la trappista Rochefort 8, dal colore intenso e dalla schiuma compatta. Inizialmente lascia sentori di liquirizia per poi lasciare il palato particolarmente pulito, con una sensazione finale decisamente secca e amara.

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Il terzo abbinamento è quello che ho gradito di più, anche se tutti e tre erano studiati con cura e piacevoli al gusto.

Se siete curiosi e vi è venuta voglia di approfondire la vostra cultura sulla birra non perdetevi i prossimi appuntamenti con Accademia del Mosto.

 

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3 bollicine italiane con cui brindare al 2017

Si dice che chi si bacia a mezzanotte il primo dell’anno continuerà a baciarsi per l’intero anno. E se lo stesso valesse per il vino con cui brindiamo all’anno nuovo? Di certo non possiamo rischiare di bere vino scadente per 12 mesi. Corriamo subito ai ripari e vediamo 3 ottime etichette con cui cominciare al meglio il 1 gennaio.

Parliamo di spumanti italiani, metodo classico, ovvero il processo che induce alla rifermentazione del vino in bottiglia attraverso l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati.

Cominciamo con un siciliano, ovvero il Brut di Murgo. Un vino dalla grande personalità e struttura, è il primo spumante ottenuto da uve Nerello Mascalese. Bevendolo si noterà subito il grande carattere di questo vino il cui gusto persistente in bocca è dovuto all’uva rossa impiegata.

Prezzo: 14 euro

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L’irresistibile leggerezza delle bollicine celebra il gusto per la bellezza e il saper vivere.” Così le cantine Ferrari Trento vi invitano a brindare con il loro brut. Parliamo di un TrentoDoc di uve Chardonnay dal bouquet fresco e intenso. Gusto armonico ed equilibrato, con un’ampia nota fruttata di mela golden matura.

Prezzo: 16 euro

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Passiamo infine ad un Franciacorta, cantina Ca’ Del Bosco. Parliamo del Cuvée Prestige, un Franciacorta classico, equilibrato, piacevolmente fresco e acidulo. Perfetto per ogni occasione, perfetto per un brindisi. Viene fatto con le migliori selezioni di uva Chardonnay (75% ), Pinot nero (15% ) e Pinot bianco (10% ) provenienti da ben 134 vigne, che vengono poi vinificate separatamente e assemblate alle riserve delle migliori annate.

Prezzo: 16/20 euro

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Wine App: quali scaricare per essere un perfetto sommelier

Vi sarà capitato mille volte di dover andare a una cena a casa di amici e dover scegliere il vino da portare e non avere la più pallida idea di quale etichetta scegliere. Spesso abbinare un vino al cibo è un arduo compito, soprattutto per chi non ha tante conoscenze sul campo dell’enologia.

Da adesso in realtà non sarà più un grande problema, basterà soltanto avere uno smartphone a disposizione e il gioco è fatto. In circolazione ci sono tantissime app per il vino che permettono di consultare migliaia di etichette, aiutano a fare sempre la scelta giusta e a disquisirne come un vero e proprio esperto.

Ecco qui le 3 migliori app sul vino per iOS e Android:

 

  • My Sommelier

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Lo dice il nome stesso, sarà il vostro esperto personale, il vostro asso nella manica (o meglio nella tasca).

I creatori dell’applicazione la definiscono un navigatore sensoriale. Ha più categorie all’interno; la prima permette di scegliere tra le 3000 ricette caricate il vino perfetto; la seconda e la terza sono dedicate ai vini e alle cantine, divisi in regioni; l’ultima è un utilissimo tasto “cerca”.

  • Vivino: scanner per il vino

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Bottiglia in una mano e smartphone nell’altra, foto dell’etichetta e vi si aprirà un nuovo mondo. Dettagliatissima e super immediata, vi darà tutte le nozioni che cercare: commenti sul vino, recensioni, prezzo medio, note sulla degustazione e accostamenti col cibo. Interessante la possibilità di acquistare il vino direttamente tramite l’app. Si possono inoltre confrontare più etichette comparandole tra loro e tiene traccia delle vostre ricerche in modo da creare un vero e proprio profilo.

  • Bibenda 2016 La Guida

bibendaSemplicemente la guida dei vini in versione digitale della Federazione Italiana Sommelier. 20.000 i vini recensiti, tutti con la loro descrizione organolettica. Anche qui non mancano abbinamenti con il cibo, prezzi e bottiglie prodotte. Una cosa molto carina che offre è la guida ai ristoranti italiani, per l’esattezza 1700. Una guida davvero interattiva provvista di mappe, indicazioni e la possibilità di annotare tutto e memorizzare quello che più preferite.

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Guinness: non solo da bere

Oggi parliamo della birra stout (ovvero scura ad alta fermentazione di malto d’orzo tostato) più amata di sempre, quella che se bevuta a Dublino ha davvero un altro sapore, più autentico direi. In realtà su questo argomento ci sono varie teorie a riguardo, c’è chi dice sia solo suggestione, chi dietro ci vede un complotto o chi sostiene che berla in un pittoresco pub irlandese vicino all’Oceano, con musica tradizionale magari suonata dal vivo renda la birra persino più deliziosa.

Ma se invece di berla la Guinness la usassimo per cucinare? Anche questa non è una scoperta nuova, infatti molti preferiscono cambiare sfumando le pietanze non più con il nostro amato vino ma con la birra, per un gusto più deciso e decisamente diverso dal solito. Ultimamente mi è capitato di mangiare una deliziosa Meat Pie a Londra nel quartiere di Greenwich il cui proprietario, Tom, oltre ad essere un simpaticone è pure Irlandese. Lui sostiene che le sue famose torte di carne siano le migliori della città e io non posso fare altro che confermare. Una di quelle che ho mangiato era proprio alla Guinness. La carne macerata nella birra e poi cotta lentamente aveva davvero un sapore unico. Una vera delizia. Se mai vi capitasse di passare da quelle parti questo è il sito internet: http://www.green-pea.org/
Non dimenticate di prenotare con un po’ di anticipo e chiedete della famosa Guinness Pie.

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Un’altra torta, questa volta da poter fare a casa per stupire i vostri ospiti è la Guinness Cake, dove il gusto amarognolo della birra sposa appieno il sapore del cioccolato.
L’aspetto è proprio quello del boccale di Guinness, una base scura ricoperta da una magnifica crema bianca.

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Ecco la ricetta:
INGREDIENTI
guinness 400ml – zucchero di canna 350g – farina 225g – burro morbido 225g – uova 4 – cacao amaro in polvere 100g – bicarbonato 2 cucchiaini – lievito per dolci 1/2 cucchiaino
PER LA CREMA
cream cheese 400g – zucchero a velo 250g – whisky 2 cucchiai

Preparazione:
Lavorare il burro morbido con lo zucchero. Incorporare le uova uno per volta. Setacciare la farina insieme al lievito e al bicarbonato mentre in un’altra ciotola mescolare la birra con il cacao. Sempre sbattendo, aggiungete al composto spumoso di burro e zucchero, alternandoli, la farina e la birra + cacao, fino a ottenere un impasto omogeneo e non troppo compatto. Versare tutto quanto in uno stampo a cerniera di 25cm di diametro avendo cura di rivestire il fondo e i bordi dello stampo, prima, con della carta da forno e infornare a 180° per 1 ora abbondante, o fino a quando la torta sarà cotta. Sfornare, e lasciar raffreddare del tutto. Infine, sempre con la frusta, lavorare il cream cheese, aggiungere il whisky e lo zucchero a velo in modo da ottenere una crema bella densa. Spalmare la crema sulla superficie della torta, e conservare al fresco per un’oretta prima di servire.

Buona da bere, gustosa da mangiare. Buona Guinness a tutti.

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Oktoberfest e le birre Bavarese

Il 183 ° Oktoberfest iniziato il 17 settembre, si è concluso una settimana fa il 3 ottobre: fresco e piovoso. Nel frattempo, però, il clima di fine estate ha attirato fans della manifestazione da Monaco di Baviera e da tutto il mondo.

Si stima che in circa 5,6 milioni (2015: 5,9 milioni) siano venuti all’Oktoberfest. Tra questi ovviamente tantissimi italiani, che hanno preferito l’ultimo fine settimana della manifestazione. Infatti i campeggi hanno segnalato ospiti provenienti in maggioranza dall’Italia, Australia, Brasile, Nuova Zelanda, Uruguay e Stati Uniti.

Secondo la tradizione, nelle tende della birra è venduta solo birra originale di Monaco di Baviera, un territorio caratterizzato da una lunga tradizione, una grande esperienza nella produzione della birra e del rigoroso rispetto dei “Reinheitsgebot” (Requisiti di purezza bavarese).

Sette enormi tende della birra allineano la cosiddetta “Wirtsbudenstraße”, la birra è prodotta da sei grandi fabbriche di birra di Monaco.

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Augustiner è uno dei birrifici a vendere all’Oktoberfest. Fondato nel 1328, è la fabbrica di birra più antica di Monaco di Baviera. Radicata nel vecchio monastero degli Augustinian Hermits in Neuhauser Gasse, che hanno fondato l’attività agli inizi del 14mo secolo, per fornire supporto economico al monastero.

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La birra Augustiner-Oktoberfest ha un tasso di alcon del 6%, ed è venduta nelle tende della birra Augustiner-Festzelt e Fischer Vroni. Augustiner è l’unico birrificio di Monaco di Baviera che ancora utilizza botti di legno per la conservazione della birra.

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La birra è distribuita esclusivamente all’Oktoberfest di Monaco di Baviera, gli ingredienti sono acqua, orzo, malto, luppolo

Vuoi capire di più di questo stile birraio? Iscriveti al nostro Corso Gustabirra  in partenza il prossimo 24 Ottobre.

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3 vini siciliani da bere in estate

Quest’estate vi abbiamo lasciato scegliere da soli i vini da sorseggiare, senza darvi alcun consiglio sui migliori da scegliere…siamo stati un po’ cattivelli, lo ammetto. Visto, quindi, che l’estate non è ancora finita, vogliamo redimerci e sperando che nella stagione più calda abbiate scelto i giusti vini da abbinare ai vostri pranzi e cene, barbecue e picnic  vi segnaliamo tre vini esclusivamente siciliani per concludere al meglio la vostra estate:

Petralava, Etna DOC Rosato 2015

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Iniziamo con un vino rosé, una classica tipologia di vino adatta all’estate. Il prescelto è Petralava che, prodotto dall’azienda Antichi Vinai sul territorio dell’Etna,  è un rosato ottenuto da un blend di due vitigni complementari: un 90% di Nerello Mascalese e un restante 10% di Nerello Cappuccio.  Dal color fragola di media intensità, non ha una lunga persistenza in bocca – come è giusto che sia – ed è caratterizzato da sentori di frutta rossa fresca e note di acidità che ricordano gli agrumi. Il suo profumo, elegante ed accattivante, evoca a tratti quello delle resine della macchia mediterranea. Va servito alla temperatura di 8-10 gradi Centigradi.

Pinzeri 2015

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Ci spostiamo nella Sicilia Occidentale, vicino Marsala, per trovare un giovane Grillo in tutta la sua purezza. Parliamo di Pinzeri dell’azienda Funaro, un Grillo che, vinificato in acciaio, offre tutto ciò che si cerca per la stagione calda: fresco, morbido , armonico e piacevolmente sapido al palato con sentori di gelsomino e pesca gialla e dal profumo fruttato. La freschezza di questo IGP Terre Siciliane è permessa grazie alla  pigiatura delle uve in riduzione, una pratica enologica che permette di ottenere un vino ricco di tioli, aromi varietali che incrementano l’arredo aromatico del vino. La temperatura di servizio è di 8-10° C.

Sur Sur 2015

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Alla zona del Pinzeri, tra Marsala e Salemi, appartiene il terzo – ma non in ordine di importanza – vino estivo.         Sur Sur di Donnafugata, un bianco fresco e profumato che nel suo nome racchiude il legame con la nostra amata campagna siciliana, infatti, sur sur in arabo classico significa grillo. Un monovarietale definito moderno e intrigante che con il suo gusto fresco e fruttato, in cui spiccano i profumi varietali di pompelmo e pesca bianca uniti a sentori di erbe aromatiche, conquista i palati di consumatori giovani e appassionati. Pulito, morbido e piacevolmente sapido è adatto per aperitivi, piatti leggeri e picnic gourmet.

Li avete segnati tutti? Correte a comprarli…li berrete fino all’ultimo sorso!

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Tequila: i super cocktail dell’estate

Fetta di limone, sale e shottino (o chupito)…hai capito di cosa sto parlando, vero? Tequila, sale e limone: il modo più diffuso (fuori dai confini della madrepatria) di bere il distillato più famoso del Messico! Ottenuta dall’agave blu, il tequila è un elemento imprescindibile in molti cocktail ed in particolare è uno dei grandi protagonisti di quelli estivi… I cocktail più famosi (e che sicuramente conoscerai) sono Tequila Bum Bum, Margarita e Tequila Sunrise, abbastanza classici e decisamente apprezzati. Se vuoi però dare alla tua serata una nota del tutto diversa ecco a te tre strepitosi cocktail da preparare!

Margarita Miele e Zenzero

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Un nuovo Margarita aromatizzato da aggiungere alla tua lista! Un cocktail agrumato che combina due eccezionali sapori in un unico delizioso drink. La difficoltà di preparazione è bassa ma il successo è garantito!

Ingredienti:

Shaker

Bicchiere Duble Old fashioned

Ghiaccio

60 ml di Tequila

30 ml di sciroppo di miele (15 ml di miele + 15 ml di acqua calda)

20 ml di succo di lime

3 fette di zenzero fresco

Mescola all’interno dello shaker due fette di zenzero con lo sciroppo di miele, aggiungi il tequila, il succo di lime e shakera vigorosamente con ghiaccio per raffreddare la miscela. Prepara il bicchiere mettendo al suo interno del ghiaccio e versaci dentro il cocktail filtrandolo con l’utilizzo di un colino. Decora con una fetta di lime, una di zenzero e infine…non ti resta che gustare!

The So-Cal Cocktail

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Il giusto cocktail per rilassarsi, perfetto per le calde temperature e pronto in 3 minuti. Con le sue note agrumate e di erbe vorrai gustarlo per tutta l’estate!

Necessario:

Bicchiere: coppa

Frullatore

40 ml di Tequila

30 ml di succo di lime

20 ml di sciroppo di zucchero (10 ml zucchero + 10 ml acqua calda)

1 fetta grande di Avocado

Foglie di basilico per la guarnizione

Metti tutti gli ingredienti all’interno del frullatore e azionalo fino a quando il composto non sia completamente omogeneo. Trasferiscilo nella coppa e guarniscilo con alcune foglie di basilico. Rapido, semplice e da provare immediatamente!

Bloody Mariachi

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Vuoi apprezzare la tequila in un modo del tutto nuovo? Allora questo cocktail fa decisamente per te! Una tradizionale combinazione messicana che ravviva uno dei più noti cocktail risvegliando i tuoi sensi!  La sua preparazione è un po’ più complessa, ma ne varrà la pena:

Bicchiere Boston

Shaker

Ghiaccio

44 ml di Tequila

88 ml di succo di pomodoro

14 ml di succo di limone

14 ml di succo d’arancia

3 fette di cetriolo

2 rametti di rosmarino

Fette di peperoncino Jalapegno

Salsa Worcester

Sale Kosher e pepe

Rametto di rosmarino e Pomodoro ciliegino

In uno shaker mischia il rosmarino, il cetriolo e il peperoncino; aggiungi tequila, succo di pomodoro, di limone e di arancia, un pizzico di sale Kosher, qualche goccia di salsa Worcester (a piacere) e shakera. Prendi il bicchiere, introduci del ghiaccio e filtra la miscela al suo interno. Se preferisci puoi orlare il bicchiere con sale Koscher e pepe e decorare con un pomodorino ciliegino infilzato in un rametto di rosmarino.

Cosa aspetti a berli?! Mettiti subito all’opera che l’estate sta per finire!

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Sera d’estate: il cocktail che si distingue

Cosa c’è di meglio, nelle calde sere d’estate, del sorseggiare un cocktail sulla spiaggia, in riva al mare, in giardino o in terrazza, da soli o con amici? Non vorrai però gustare e preparare i soliti cocktail, vero? Dimenticati di Mojito, Cuba Libre, Long Island, che sono sì dalla fama intramontabile, ma non hanno nulla a che vedere con ciò che sto per proporti!

Angelo Fizz

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Immagine tratta da qui

Un cocktail d’autore che sa proprio di vacanza: cappello di paglia, abiti di lino, musica e tante risate! Creato da Gegam Kazarian con ingredienti naturali per un cocktail leggero, delicato e fresco che stimola le papille gustative con le sue note di limone ed erbe aromatiche, in un armonia per nulla scontata.

Per prepararlo:

Shaker

Cannello da cucina

Bicchiere Tumbler Alto

Ghiaccio

Rosmarino

Timo

Bergamotto

45 ml Molinari Extra (sambuca)

15 ml Limoncello

30 ml Succo di limone

30 ml Albume d’uovo

60 ml Acqua frizzante

Poni 4 cubetti di ghiaccio all’interno del bicchiere. Introduci nello shaker timo e rosmarino, privati del rametto, e bruciacchiali con il cannello per 10 secondi; aggiungi Molinari Extra, il limoncello, l’albume d’uovo, il succo di limone, ghiaccio e shakera. A questo punto non ti resta che versare la miscela all’interno del bicchiere utilizzando un colino, aggiungere l’acqua frizzante, mescolare e gustare il tuo cocktail! Se vuoi presentarlo in modo carino utilizza un rametto di timo e scorza di bergamotto da porre dentro il bicchiere e un rametto di rosmarino (bruciato appena con il cannello) da appoggiare sul bicchiere.

 

Jamaica Mule

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Immagine tratta da qui

 

Dal gusto fresco e speziato, questo cocktail trasporta in un’atmosfera giamaicana richiamando alle note e ai sapori locali. Realizzarlo è semplicissimo!

Hai bisogno di:

Bicchiere Special Jar o bicchiere Juice

Ghiaccio

50 ml Rum Appleton Estate Signature Blend

15 ml Succo di Lime

Top Ginger Beer (birra allo zenzero)

Versa il Rum nel bicchiere pieno di ghiaccio, aggiungi il succo di lime, colma con la birra allo zenzero, mescola e gusta! Facile, no? Se vuoi guarnirlo usa una mezza conchiglia di lime e dai una grattugiata di pimento, il pepe giamaicano.

 

Gin Frizz al…Mirtillo

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Immagine tratta da qui

Il più conosciuto fra i cocktail proposti, è un long drink rinfrescante che nasce come variante del Gin Tonic. Per il suo sapore fruttato, grazie alla presenza dei mirtilli, è più preferito dalle donne rispetto che dalla componete maschile, ma uomini non diffidate, conquisterà anche voi…provare per credere!

 Ingredienti:

Bicchiere Tumbler Alto o Special Jar

Shaker

Ghiaccio

Mirtilli

45 ml Gin

30 ml succo di limone

10 ml sciroppo di mirtillo

8 ml di soda

Inserisci nello shaker del ghiaccio, il Gin, lo sciroppo al mirtillo, il succo di limone, dei mirtilli e agita bene. Versa la miscela ottenuta nel bicchiere, aggiungi la soda e mescola. Per guarnire puoi utilizzare scorza di limone, altri mirtilli e perché no, anche una fogliolina di menta, e, per un gusto più deciso, provate ad aggiungere del rosmarino!

Su, sei ancora attaccato allo schermo? Corri in cucina a preparare i tuoi cocktail per te e i tuoi amici… avrai un successo garantito!